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Artiterapie e AI: Come utilizzare l’Intelligenza artificiale per percorsi creativi con le artiterapie

Un’immagine può aiutare a dire ciò che le parole non riescono a nominare. Una musica può aprire un ricordo. Una scena teatrale può dare forma a un conflitto.

È da questa prospettiva che prende avvio “Artiterapie e AI. Come utilizzare l’Intelligenza artificiale per percorsi creativi con le artiterapie”, il nuovo MOOC disponibile su POK – Polimi Open Knowledge. Il corso affronta l’incontro tra le pratiche delle artiterapie e le possibilità offerte dall’Intelligenza Artificiale generativa, attraverso fondamenti teorici, casi pratici e proposte operative.

Il MOOC nasce inoltre dall’incontro di competenze provenienti da tre istituzioni: Politecnico di Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore e Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari. Due di queste – Politecnico di Milano e Conservatorio di Cagliari – sono impegnate nel progetto Edvance – Digital Education Hub per la Cultura Digitale Avanzata, nell’ambito del quale il corso è stato prodotto.

Quattro linguaggi per le artiterapie

Le artiterapie utilizzano i linguaggi artistici non come semplici attività espressive, ma come strumenti di relazione, esplorazione e trasformazione. Il MOOC introduce i fondamenti di quattro ambiti: arte, drammaterapia, danzamovimentoterapia e musicoterapia, mostrando come agiscono e perché da molti anni sono riconosciuti come supporto significativo in diversi contesti educativi, sociali, clinici e di cura. Il linguaggio corporeo, la musica, il movimento, le arti visive, il teatro e la manipolazione di materiali artistici, anche non convenzionali, possono entrare così all’interno di percorsi creativi e di processi di comunicazione non verbale. Oggi, però, davanti a queste pratiche si apre un nuovo scenario.

Che cosa accade quando entra in gioco l’AI?

L’Intelligenza Artificiale generativa, ormai accessibile non soltanto a tecnici e specialisti, permette di creare immagini, personaggi, storie, paesaggi sonori e ambienti visivi con modalità prima impensabili. Da qui alcune delle domande al centro del MOOC: che cosa accade quando questi strumenti entrano nel campo delle artiterapie? Quali possibilità aprono? Quali attenzioni richiedono? Il punto di partenza chiarito dal corso è preciso: non si parla di una scorciatoia terapeutica e l’AI non sostituisce il rapporto umano tra il conduttore e gli altri membri del gruppo. Il MOOC esplora invece come l’AI possa diventare un supporto creativo, da utilizzare con intenzionalità, attenzione etica e competenza professionale anche nelle artiterapie.

Dalla generazione di immagini ai paesaggi sonori

Attraverso casi pratici e proposte operative, il corso mostra alcune possibilità di integrazione dell’AI nelle pratiche artiterapeutiche. Gli strumenti possono essere utilizzati per creare stimoli visivi, avviare narrazioni, creare personaggi e trame, esplorare paesaggi sonori, facilitare processi simbolici e ampliare i linguaggi disponibili nel lavoro arteterapeutico. Presenta così sperimentazioni e applicazioni che mettono in dialogo gli strumenti dell’Intelligenza Artificiale con pratiche che hanno una propria storia e metodologie consolidate. Un corso pensato per guardare alle artiterapie da una prospettiva contemporanea, «radicata nella forza della loro storia, ma aperta ai linguaggi, agli strumenti e alle sfide del presente».

Tre istituzioni coinvolte

Alla realizzazione del MOOC partecipano docenti legati a tre diverse istituzioni, mettendo insieme competenze nell’ambito delle artiterapie, della progettazione didattica, dei linguaggi digitali, della psicologia, della musica e delle arti.

Glenda Pagnoncelli è pedagogista e drammaterapeuta e lavora a METID – Politecnico di Milano come esperta di progettazione didattica e transdisciplinarità. È coordinatrice didattica e docente nel Master Universitario di Artiterapie e Terapie Espressive dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, membro fondatore della Società Professionale Italiana di Drammaterapia S.P.I.D. e presidente dell’Associazione Centro Arti Terapie.

Marco Cadioli, laureato in Fisica con indirizzo Cibernetica, ha seguito l’evoluzione dei Nuovi Media dai primi anni Novanta affiancando alla ricerca artistica l’attività di docenza. Artista specializzato in digital art e arteterapeuta, insegna arteterapia e linguaggi digitali nel Master in Artiterapie e Terapie Espressive dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ed è docente di NetArt all’Accademia di Belle Arti di Carrara e all’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia.

Mila Rossana Sanna è psicologa clinica, psicoterapeuta a indirizzo psicosomatico, danzamovimentoterapeuta e arteterapeuta. È coordinatrice didattica e docente nel Master Universitario di Artiterapie e Terapie Espressive dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ed è stata per oltre dieci anni presidente dell’Associazione Nazionale Italiana Danzamovimentoterapia APID.

Aurora Cogliandro è direttrice del Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari, docente di pianoforte e musicoterapeuta. Ha un’intensa attività concertistica e numerose pubblicazioni dedicate alla pedagogia musicale, con particolare attenzione ai processi cognitivi e alla pratica esecutiva. È inoltre direttrice e docente del Corso Accademico di Secondo Livello in Teorie e tecniche in musicoterapia dello stesso Conservatorio.

Il MOOC e il progetto Edvance

“Artiterapie e AI” è stato prodotto nell’ambito del progetto Edvance – Digital Education Hub per la Cultura Digitale Avanzata. Tra le tre istituzioni coinvolte nella realizzazione del corso, due sono impegnate nel progetto Edvance: il Politecnico di Milano e il Conservatorio “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari. Il progetto è finanziato dall’Unione europea – Next Generation EU, Componente 1, Investimento 3.4 “Didattica e competenze universitarie avanzate”.

Il MOOC “Artiterapie e AI. Come utilizzare l’Intelligenza artificiale per percorsi creativi con le artiterapie” è disponibile su POK – Polimi Open Knowledge.